FINAL TOURIST INFO FOR PROVISIONAL MOUNTAINS
(2013/14) 



                                                                  "Above display" plotter on forex, ø 30, 2014.





"FINAL TOURIST INFO FOR PROVISIONAL MOUNTAINS" (view installation, an) Senso Plurimo 5, curated by Marinilde Giannandrea, 
Cantieri Teatrali Koreja 11.01.14 - 06.02.14, Lecce.








Casella di testo

Luca Coclite è nato a Gagliano del Capo e la linea di un orizzonte marino è tra le prime cose che probabilmente i suoi occhi hanno visto. Raramente affiora nel suo lavoro ma se ne ricava un’eco dentro la costruzione di una metafisica del paesaggio pensato come una distesa che sconfina oltre i propri limiti. Un paesaggio immateriale, prodotto con le immagini di luoghi che circolano in rete, che per loro stessa natura tendono a escludere ogni esperienza fisica e dove lo sguardo non può trovare punti d’appoggio o riferimenti stabili. Un borderless territory, un “territorio senza confini”, al tempo stesso reale e simbolico, che in questo caso scorre lungo la linea di un orizzonte balcanico e si smaterializza in un segno intermedio, un grelot fluttuante di memoria magrittiana, generando una relazione tra l’immagine fissa delle panoramiche e il fluire delle sfere in movimento.
Sceglie i Balcani e il luogo non è casuale. L’ex Jugoslavia è un territorio simbolico sul piano geopolitico, portatore di identità diverse e articolate, che nel tempo sono state forzatamente unite e che la storia recente ha polverizzato. Dentro la parcellizzazione fisica si innesta la parcellizzazione visiva, una realtà ricreata in forma astratta con un’induzione all’accelerazione del pensiero, alla superficialità della visione, alla frammentazione e sospensione di attimi, perché nei suoi lavori affianca frequentemente all’interesse per le geografie l’attenzione alla dimensione temporale. In questa interazione ricorrente lo spazio si modifica e si sviluppa parallelamente un racconto in cui il tempo non è più flusso continuo ma una scomposizione e ricomposizione di piani dentro traiettorie prive una prefissata teleologia. Lo sfasamento immerge gli spettatori in un universo fluido, che perde i propri riferimenti geografici e culturali e diventa un complesso mentale costituito da immagini volutamente imperfette. Seguendo le direttrici di questo atlante, Coclite ci conduce sul bordo di un “belvedere contemporaneo” dove il visibile si dissocia dal visto e ci si trova immersi in un generico presente. Siamo condotti a ripensare al nostro neo-nomadismo virtuale, costantemente in bilico tra la
speranza democratica del possesso di un mondo globalmente condiviso e la tacita consapevolezza che la sua vera sostanza è di natura intangibile, immateriale e atemporale come quella delle illusioni e dei sogni.
(text by Marinilde Giannandrea).

"No man and a land" plotter print on paper. 26x14cm (1/5) 2013.                 

"Superior display #1 - #2"  plotter print on paper. 26x14cm (1/5) 2014.


Casella di testo

Non toccare terra
Di spazi e nuove specie nei no land di Luca Coclite

“Lo spazio è un dubbio” scriveva George Perec, relativizzando l’esaustività di cose, nomi e città che poco e niente dicono della fitta trama di paesaggi stipati nelle carte degli atlanti. Final tourist info for provisional mountains ci pone di fronte al medesimo sospetto, ma questa volta a esser messo in discussione non è il talento della parola, bensì l’attendibilità della visione, cardine nell’installazione che porta la firma di Luca Coclite, videoartista cresciuto artisticamente in quel di Bologna e autore di questo secondo intervento messo in opera per la nuova stagione di Senso Plurimo.

Fedele alle ricerche precedenti, in Final tourist info for provisional mountains paesaggio e perdita dell’informazione digitale diventano per Coclite occasione per riflettere sul peso e il valore dell’immagine, sul confine tra materiale e immateriale, in luoghi in cui la natura si fa sempre più artificio, velocità, transito. Eppure si assiste ad un’evoluzione in atto nell’indagine dell’artista che non si limita a misurarsi col medium tecnologico, ma trasforma il box in un’architettura “parlante”, una vedetta informatizzata in cui si affastellano falsi vessilli, flyer da cui trapelano unità
di misura fuorvianti, sequenze di frammenti pittorici che, colti nel loro insieme, diventano ipertesto di visioni possibili, tanto più forti quanto effimere sono le suggestioni visive che producono.
È dunque la distorsione, il miraggio, l’errore a farla da padrone in questo concept che manda in frantumi la certezza dell’immagine nell’epoca della sua riproducibilità tecnica. Non c’è verità se non c’è esperienza dello spazio, profondità, campo d’azione. A memento il tappeto di immagini che si susseguono nel loop del video in mostra: visioni da cartolina, di montagne e bionde distese di grano scannerizzate da un vecchio almanacco sui Balcani, non rendono giustizia al tempo, alla storia, agli ambienti intesi come inizio o fine di qualcosa. A questo appiattimento dell’immaginario, Coclite risponde operando azioni di segno opposto e contrario. Preleva brandelli di territorio che racchiude e scompone in filtri analogici. Dà luogo e corpo a nuovi paesaggi mixando alto tasso di oggettività e illusione. Crea “miraggi superiori”, terre di nessuno. Nuove specie di spazi dove non si tocca terra, se non con gli occhi.

(Critical text by Valeria Raho)


"Final Tourist Info For Provisional Mountains (excerpt)" HDvideo, animation, color, sound, 7' 48", 2014.


"Provisional Mountains guide" magazine rack and four plotter print on paper, variable dimension, 2014.








NO LAND AND A MAN (The Others, art fair, Adiacenze,Torino 2013)

"No land and a man, nomadic landscape elements" full view. The others, art fair, Torino 2013.





"No land and a man" (from left to right)-Party, paesaggio con errore-Digital print on forex,19x36cm.
-No land and a man- stone, felt and holograms generator,2013. -No man and a land- two plotter print on paper. 26x13cm 2013.




"No land and a man" stone, felt and holograms generator, 2013.






UPSTAIRS NOISES (Video, color, sound, found footage, 9' 45" , 2013)



UPSTAIRS NOISES (2013)


"non m'interessa l'aspetto scientifico del fenomeno o da cosa esso possa dipendere. Di tale fenomeno m'interessa il tentativo estremo, 
da parte dei testimoni (uditivi/oculari), di "vedere il sentire".
UPSTAIRS NOISES (found footage, 2013).