SUPERFLORA (2015/16)


Casella di testo

Superflora è un trucco, la forma ultima dell’alienazione dalla natura. Supeflora è un superpredatore, un simulacro.
Superflora è l’avamposto liminale del futuro.
Orio Vergani

Superflora is a trick, the latest shape of the alienation from nature.Superflora is an apex predator, is a simulacrum.
Superflora is the future’s liminal outpost.
Orio Vergani




SHELTER #5, handmade wood painting, 6,6 m, installation site specific.  "Omaggio ai caduti" a cura di Laura Perrone
Fondazione Lac O Le Mon, San Cesario (Le)



L'ALBERO DI ROCA, digital photo printed on cotton paper, 60x40cm. 2016. Omaggio ai caduti" a cura di Laura Perrone
Fondazione Lac O Le Mon, San Cesario (Le), 2017.


SHELTER #6, mixed media, 2017 









BTS EST, Cell/phone-tree's part (founded), digital photo. 2015





SUPERFLORA drawing in relation to "Balla di Fieno" (1967) by Pino Pascali, "Sensibile Comune, le opere vive" a cura di Cesare Pietroiusti 
Ilaria Bussoni, Nicolas Martino, con l'assistenza curatoriale di Laura Perrone, Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, Roma
2017. (photos Fabio Valerio Tibollo)















BTS EST, Cell/phone-tree's part (founded),  iron structure. 204x93x55 cm. 2016






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SUPERFLORA, Luca Coclite soloshow, curated by Laura Perrone, Nowhere Gallery Milano. 2016 (display)

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SUPERFLORA, Luca Coclite soloshow, curated by Laura Perrone, Nowhere Gallery Milano. 2016 (display)

superflora


SUPERFLORA Drawings, collage, painting and drawings on paper, 50x70cm. 2016
superflora
SCREAMING TREES,  inkjet print on cotton paper, 50x70cm, 2016. Luca Coclite soloshow, curated by Laura Perrone, Nowhere Gallery 
Milano. 2016 (display)


superflora
SCREAMING TREES #2,  inkjet print on cotton paper, 50x50cm, 2016






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SUPERFLORA -Principi di botanica senza radici- Artist's book, 4 pg. con collage and painting, 14 color pages with inkijet prints. 
33 x 24,5 cm., 2016.



Casella di testo

SUPERFLORA
Principi di botanica senza radici

Laura Perrone

Superflora è un progetto che si apre alla botanica senza radici, analizzandone i tratti essenziali e i principi fondamentali. Superflora cataloga anomalie paesaggistiche nate con l’avvento dell’Antropocene, durante il quale l’impatto dell’azione umana ha fortemente condizionato l’insieme delle caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche dell’ambiente terrestre, alterando sostanzialmente gli equilibri naturali che si manifestano in progressive disfunzioni ambientali come la desertificazione o l’estinzione della specie. La ricerca segue le metodologie delle scienze naturali e classifica questi elementi di distorsione del paesaggio attraverso il supporto fotografico, il disegno, il ritrovamento e la miniatura in scala. Le piante di riferimento sono alberi, prevalentemente pinacee, cipressi e palmizi appartenenti all'ordine BTS monocellulare, bicellulare e clover.

Caratterizzata da tronco, rami e foglie, la superflora è sensibile agli agenti atmosferici più che al cambio delle stagioni, come gli elementi di botanica naturale, perde foglie e rami ma non necessita né di acqua né di terra in quanto non è provvista di radici. Al livello del terreno, alla base del loro tronco, che è due volte più alto di un simile esemplare naturale, si trovano shelter e cabina di alimentazione elettrica. Non produce linfa, clorofilla o frutto ma rumore, visivo, sonoro e dei materiali. Non produce ossigeno e non rilascia anidride carbonica, ma onde elettromagnetiche e celle di copertura del segnale telefonico. Superflora, elemento inorganico, possiede le caratteristiche per sopravvivere al tempo, alle intemperie, alla desertificazione, all’umanità.




BTS WIND/3, modellino di Bts camuffato a mano.


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SUPERFLORA ANTENNAS #2, iron and handmade wood painting, 2016.

superflora
SHELTER, handmade wood painting, 45 cm ø 2,5. 2016.

Casella di testo

1. L’estetica dell’artefatto
Laura Perrone

Il camouflage del mondo animale, metodo di occultamento istintivo che, attraverso il mimetismo perfetto con l’ambiente circostante, consente a prede e predatori di non essere riconosciuti, ha ispirato le tecniche umane utilizzate per nascondere la vera natura di ciò a cui viene data forma di pietra, rovina, albero. Le pratiche moderne di camouflage, adoperate nel corso della grande guerra per decomporre le forme e inscrivere l’oggetto bellico nel medio ambiente, derivano da un processo estetico e sono strettamente connesse alle ricerche pittoriche dell’avanguardia cubista. Le tecniche della pittura cubista che miravano a destrutturare lo spazio o l’oggetto per comprenderlo meglio, attraverso l’astrazione, la decomposizione delle forme e una scelta calibrata del colore, infatti, partecipano pienamente a quest’arte della dissimulazione bellica. La sperimentazione futurista cercò di spingersi oltre. La tensione verso il progresso e le scoperte in campo scientifico permisero di innestare nel vocabolario e nell’estetica futurista i concetti di campo di forze, onde radio e forze elettromagnetiche che, trasformando la correlazione tra spazio e tempo, permisero di interpretare le forme nella loro componente dinamica, tecnica, energetica e persino biologica come nel caso della flora futurista di BOT (Osvaldo Barbieri, 1930), dove vengono sintetizzati elementi artificiali in grado di sostituire la flora naturale considerata disarmonica nella modernità meccanica. Nel pieno della guerra fredda e dell’espansione imperialista del capitalismo, il fenomeno del camouflage attua un cambiamento di paradigma nella storia dell’arte e si veste di un nuovo significato. Queste pratiche innestate nelle ricerche artistiche radicali degli anni ’60 e ’70, lontane dalla finalità di rendere invisibile, sottintendono un processo di rivelazione delle strutture del potere che determinano le condizioni di una relazione estetica autoritaria. I readymades testimoniano la volontà di rimettere in causa l’industria dell’arte, raggiungendo una delle ambizioni più decisive dell’arte concettuale che consisteva nel far uscire l’arte dalla tirannia della merce, mettendo in questione la nozione d’aura a volte dell’oggetto materiale, a volte dell’artista. Questo sovvertimento delle categorie permette alla ricerca estetica di agire nello spazio liminale che si situa tra arte e vita, attraverso una continua e radicale messa in discussione del reale e dei punti di vista che, ora con fare provocatorio ora con ironia, può considerarsi una forma di resistenza, etica non meno che estetica. Le sculture, i disegni e le fotografie della serie Superflora devono intendersi, in questa prospettiva, come strumenti estetici dotati della facoltà di porre interrogativi sulla dialettica della dissimulazione e della rivelazione di senso camuffato dentro lo spazio di una rappresentazione simbolica. Le deformazioni del paesaggio mettono in gioco gli aspetti plastici legati al discernimento e quindi alla capacita di distinguere il vero dal falso, di stabilire un’opposizione critica tra realtà e illusione, tra visibile e invisibile.





superflora

SCREAMING TREES #2, inkijet print on epson delux paper, 21x29,7cm, 2016.








SUPERFLORA CATALOG
Limited edition: 50 numbered copies; Pages: 32 / natural paper; Colour: 8 pages;  Black and white: 24 pages;  Independent publishing 
(September, 2016); Language: Italian; Dimensions: 148 x 210 mm; Price: €10;  to buy: perronelaura(at)gmail.com





Casella di testo

2. Il diverbio del non – bosco
Laura Perrone

Nel libro d’artista presente in mostra, è consultabile una cartografia della regione presa in esame caratterizzata da zone verdi molto diffuse. Tale rappresentazione simbolica, decontestualizzata da una leggenda immediata, sembra mappare fitte zone boschive; in realtà camuffa e contemporaneamente mette in evidenza le zone con maggiore copertura di celle telefoniche; il verde non è altro che il risultato dell’inquinamento elettromagnetico dei numerosi ripetitori presenti nella regione. Gli elementi invisibili analizzati in Superflora sono celle esagonali che si estendono e si sovrappongono in tutto il mondo, arrivando a ricoprire città, foreste, isole, deserti, continenti. Prendono la forma di un non-bosco che non protegge, non nasconde, non separa e, con neutralità assoluta, riduce la terra a un paesaggio unitario e infrastrutturale. Un’immagine senza inizio né fine che permette di realizzare il progetto della supercomunicazione, della superimmagine, della superinformazione, delle reti super che incidono in forme diverse nello spazio dei nostri corpi.

Destrutturando il paesaggio e decostruendo l’oggetto, la ricerca di Luca Coclite si interroga sul reale, sul simbolico e sull’immaginario. «Mi riferisco all’importanza che ha caratterizzato il simbolico dell’Albero nel corso della storia dell’umanità, che messo in relazione con l’artificio dell’albero-antenna, oggi indispensabile per creare una rete preformante capace di stabilire una comunicazione mobile nel mondo intero, mette in luce un cambiamento di paradigma e di conseguenza crea un nuovo immaginario simbolico del contemporaneo». Questo immaginario si interseca nella visione del vivere e dell’abitare del gruppo di architettura radicale Superstudio – che il progetto cita nel suo stesso nome –, come nel caso di Monumento continuo (1969), o de La prima città_ Città 2000 t., tra le dodici ideali progettate dal gruppo di architetti (1971), un unico ininterrotto edificio composto da celle cubiche nelle quali alloggiano non abitanti ma individui «i cui impulsi cerebrali sono continuamente captati dal pannello e ritrasmessi all'analizzatore elettronico unico che seleziona, compara e media i desideri dei singoli programmando attimo per attimo la vita di tutta la città». Se de-materializzato, questo panopticon benthamiano post-futuristico risulta essere un giusto traslato per esplicitare il sistema creato attraverso celle telefoniche e dispositivi mobili, lì dove al posto del controllo panottico del big brother subentra il panottico digitale dei big data, lì dove ogni individuo è potenzialmente un controllato e potenzialmente un controllore. Entrambi i casi mettono in atto il conflitto della dicotomia realtà naturale-realtà artificiale che mira a far diventare l’organico inorganico e l’abitare lo spazio un dis-abitare; ma se l’architettura dei Superstudio, caratterizzata dall’ironia della loro utopia negativa, è provocatrice e paradossale, la cartografia delle celle telefoniche, nonostante la sua invisibilità, è reale e può solo accrescere in potere ed estensione.



I numerosi elementi di riflessione attivati dalla ricerca artistica di Luca Coclite evidenziano le disfunzioni, i fallimenti e le decadenze di un corpo sociale sempre più malato, per usare un’espressione di Guy Debord, che già in un suo saggio del 1971 sul tema dell’inquinamento e della sua rappresentazione, individua una società che nel suo potere massivo, «ha concretamente ricreato dappertutto il mondo come ambiente e scenario della sua malattia». L’elaborazione di volta in volta più sofisticata di una logica spettacolare propria al camouflage interroga il nostro sguardo e la capacità di lettura della realtà, ma non solo; mette in crisi la posizione del corpo individuale nella vita quotidiana e nella scelta di un’attitudine che si divide tra lo specatare e il respectare, dove «il verbo latino spectare, da cui deriva il termine spettacolo, indica un puntare lo sguardo voyeuristico, al quale manca il riguardo distaccato, il rispecto, il respectare» (Byung-Chul Han) necessario per attivare un processo consapevole di identificazione delle strutture del potere, delle forze messe in atto e dei dispositivi adoperati, che nel contemporaneo tendono a ridefinire in continuazione il vedere, rispetto a ciò che è determinato come visibile, e quindi dato a vedere, e ciò che è intenzionalmente determinato come invisibile, e quindi camuffato, reso innocente, innocuo.





Casella di testo

Electro landscape è uno sguardo sulle componenti paesaggistiche “invisibili” che attraversano lo spazio e che compongono il paesaggio. 
Componenti che fanno parte del nostro vivere quotidiano come le onde elettromagnetiche o le Antenne che veicolano i segnali dello “Sciame” digitale.
Quest’ultime via via andranno a saturare “il paesaggio elettronico” e, camuffandosi con l'ambiente circostante, smorzeranno le nostre paure, si mimetizzeranno con la natura rendendo le vedute sempre più simili e standardizzate. 


superflora
BTS EST, Cell/phone-tree's part (founded), Nowhere Gallery Milano. 2016 (display)


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SUPERFLORA ANTENNAS #1,handmade wood painting and plastic, 2016.

PRESS:
SUPERFLORA ON ARTRIBUNE
SUPERFLORA ON JULIET